#copiaeincrozza. Retweet crossmediale o semplice “copia e incolla”?

Prima pagina de Il Messaggero di Roma, 9 febbraio 2012, con articolo di fondo dedicato al comico Maurizio Crozza. Il titolo, già dice molto:

“Le battute copiate del comico a Ballarò

e su Twitter diventa #copiaeincrozza”

Eh sì, a quanto pare, il comico genovese sarebbe stato “pizzicato” a copiare le proprie battute da Twitter e, più in generale, dai vari Social Network Site.

Il comico Maurizio Crozza

Il popolo della rete, a quanto pare, non la prende benissimo, e gli dedica un hashtag: quando cinguetti, se vuoi essere uno dei tanti a battezzare Crozza, aggiungi al tuo tweet un bel #copiaeincrozza, e il gioco è fatto.

Di fatto, parliamo di un meccanismo che è ben noto nel Web e, in maniera più ampia, in Internet: la condivisione dei contenuti. Tuttavia, qui c’è una bella differenza: quando si fa un RT, l’utente che per primo ha pubblicato il tweet è chiaramente visibile; anche condividendo da un SNS ad un altro (una foto da Flickr a Tumblr, tanto per dirne una), la fonte è facilmente individuabile, perché esplicitamente indicata; in ultimo, anche parlando di due servizi differenti, come Web ed e-mail, il discorso è spesso comunque valido. Quando la TV attinge dalla rete però, a quanto pare, il meccanismo perde colpi, e la paternità del contenuto va perduta.

E, dato che al popolo della rete non la si fa, ecco pronta la bastonata via Twitter. Gli utenti si scatenano sull’argomento: chi è pro, chi contro, chi non lo considera così interessante, ma comunque non rinuncia a parlarne.

Per la cronaca, Crozza la butta sull’ironia, confessando di copiare dalla rete dai tempi in cui questa ancora non esisteva.

Rai o non Rai, Crozza o non Crozza, talvolta il medium televisivo si rivela un buco nero a livello social: attinge da tutti, ma non riconosce niente a nessuno.

Morale della favola? Parlando di comicità, da un professionista come Crozza ci si aspetterebbe di più – citazione delle fonti o meno – considerando che è pagato per pensare, non per copiare.

2.0 parlando”, la regola è sempre la stessa: nella rete, chi imbroglia prima o poi viene beccato. Più prima, che poi.

Daniele Vincenzoni

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