iBooks di Apple: editor gratuito, libri multimediali e multitouch. Il settore e-Book al decollo?

Da tempo immemore, ormai, si ascoltano leggende del genere “tra pochi anni, i ragazzi non studieranno più sui libri cartacei, ma sui computer”. Anni scolastici, ed accademici, continuano a passare, e finora poco si è mosso.

Molti parlano, ignorando come il “si può fare”, dettato dalla tecnologia, raramente porti ad un più concreto “facciamolo”, elemento decisamente multidimensionale. Infatti, nella fattispecie, basta anche un semplicissimo salvataggio in formato .pdf per realizzare un e-book, ma da lì a paragonare la sua usabilità e la sua comodità a quella di un comune libro ce ne passa. E, come sempre, la risposta non è solo insita nello stato tecnologico delle cose: certo, senza un tablet sarà scomodo portare dietro gli e-book, ed ancor più tedioso studiarli (per fare un paragone, si pensi al dover leggere centinaia di pagine dallo schermo di un computer, desktop o laptop che sia), ma francamente parlando, se la spinta all’adozione di un nuovo formato non viene dalla società, dagli utenti attuali e potenziali, lo stato dell’arte dell’high-tech resta a guardare.

In tanti anni di favole, il generico “studiare sui computer” si è materializzato nella forma dell’e-book, ma niente di più, o quasi.
Ora: è vero che formati in stile .pdf sono in grado di replicare con esattezza ogni singola pagina di un libro. Ciò che si evince da quanto visto finora in questo mercato – e qui si va più sul sociale che sul tecnologico – è la completa ignoranza riguardo il concetto di rimediazione, per il quale due o più mezzi di comunicazione, una volta venuti in contatto e mescolatisi, restituiscono un qualcosa di totalmente nuovo, nella forma e negli usi sociali. Si rimediano, appunto. Come dire che la somma non è il totale, uscendo fuori dagli schemi di un mero processo sintagmatico.

Ciò che non si capisce, quindi, è semplice: perché un e-book dovrebbe limitarsi a “scimmiottare” un libro? Perché non proporsi come una forma realmente evoluta, e non solamente digitalizzata?

Una "pagina" dell'eccezionale "Life on Earth", gratis sul book-store di Apple

Proprio in questi giorni, Apple lancia iBooks 2, con l’ambizione di rivoluzionarre il mercato dei libri in formato elettronico, al momento tutt’altro che sfruttato al pieno delle sue potenzialità. Economicamente, socialmente e tecnologicamente parlando, è chiaro.


Non parliamo semplicemente di un’app, ma di un modo totalmente nuovo di concepire e fruire gli e-books. Dove prima si avevano solo parole e, al più, qualche immagine, ora troviamo anche figure tridimensionali e manipolabili, animazioni, filmati, esercitazioni di vario tipo (ottime per i testi scolastici, in particolare) e molte altre possibilità, la gran parte delle quali elaborata per sfruttare le potenzialità multi-touch dell’iPad.
Estendiamo il discorso, andando oltre il “semplice” campo della fruizione. La Mela, infatti, mette a disposizione dell’utente, a titolo gratuito, un programma per l’editing dei libri, con download diretto sull’Apple App Store, chiamato iBooks Author.
Personalmente, ritengo quest’ultimo un passaggio fondamentale. L’UGC, lo User Generated Content, elemento chiave del Web 2.0, sbarca nel mondo dell’editoria. Chiunque, gratuitamente e senza particolari competenze (quantomeno per ciò che concerne l’aspetto strutturale, più che quello contenutistico), può creare un suo libro, e pubblicarlo sullo store di Apple, dove altri utenti potranno scaricarlo, anche a pagamento. Esagerando un po’, si può dire che questo nuovo strumento potrà essere, in parte, ciò che il blog è stato per colui che aspirava ad avere un proprio sito Web. Un CMS, un Content Management System, adatto a chiunque volesse scrivere e pubblicare un proprio libro, e a modo suo, soprattutto. Il tutto, senza particolari competenze tecniche.

L'editor iBooks Author di Apple, un vero e proprio CMS per la composizione di e-books. Gratuito, sull'App Store

Andando oltre l’aspetto microsociale, e spostandoci su un piano più economico, possiamo notare come siano in molti ad aver fiutato l’affare. Grandi editori statunitensi particolarmente vicini al mondo dell’istruzione e della formazione, come Pearson, McGraw-Hill e Houghton Mifflin Harcourt, hanno già iniziato a proporre questi libri multi-touch che, considerando la rapidissima espansione della domanda primaria di tablet in tutto il mondo, potranno rivelarsi un buon affare. Al momento, senza cedere troppo all’entusiasmo, sono di sicuro una buona scommessa.

Appunti per blogger ed editori: tenere sott’occhio l’argomento.
Per chiunque avesse sempre sognato di pubblicare un libro proprio, ma mai avuto questa possibilità: vuoi scrivere? Scrivi!

Daniele Vincenzoni